Vinirari-(2)

“Recuperare un vitigno scomparso o un vino dimenticato è una soddisfazione impagabile”
Giulio Moriondo

Si definisce un ricercatore appassionato con l’hobby della coltivazione della vite e dell’arte di fare vino: Giulio Moriondo ha un ruolo fondamentale nel mondo della viticoltura valdostana perché ha dedicato la sua vita allo studio, il recupero e la selezione dei vitigni autoctoni salvando dall’oblio piante che rischiavano l’estinzione. Spinto dalla voglia di dimostrare che la Valle d’Aosta è da secoli una terra vocata alla viticoltura di eccellenza (si produceva vino di ottima qualità sin dal tempo dei Romani), Giulio ha riunito la grande famiglia dei vitigni valdostani, accomunati da una indole a dare vini morbidi e profumati, e a ciascun membro ha dato un nome, una storia e un futuro. Cornalin, Vuillermin, Roussin de Morgex, per citarne alcuni, devono a Giulio la loro “carta d’identità” valdostana. Nel 2001 ha unito la teoria dei suoi studi alla pratica fondando l’azienda Vinirari, nome omen, dove ha piantato i vitigni che aveva salvato dall’estinzione e ha cominciato a fare vino come si faceva anticamente, ossia assemblando uvaggi diversi, quando le DOC non esistevano ancora e i vini monovitigno non erano una moda. Il risultato sono bottiglie che danno un contributo al territorio e fanno fare un viaggio nella storia. ©Dispensa