R_T_Vertosan-Commerciale-(2)

“Le erbe sono indomate, siamo noi che ci adattiamo alla loro libertà”
Mirna Sommovigo

Non esiste un calendario che cadenzi le consegne dei raccoglitori. Sono alle dipendenze del carattere della stagione, che può essere puntuale o capricciosa, generosa o avara. Decidere di abbandonare la dicitura generica “aromi” in etichetta per indicare invece il nome di una specifica pianta aromatica, per un trasformatore o distillatore,significa lavorare adattandosi a un calendario approssimativo, dettato esclusivamente dalla natura, fatto di consegne inattese e di altre agognate. Una scelta coraggiosa, onesta e che cambia il modo di intendere il mestiere. È il 2007 quando la famiglia Bernardini rileva il marchio Vertosan, forte di 30 anni di storia alle spalle. La prima scelta è quella di puntare sulla lavorazione naturale di liquori e grappe. L’articolo più rappresentativo è il génépy, su cui si sperimenta sempre. Le due ricette più innovative sono un’infusione con pianta di genepy ancora verde piuttosto che essicata, e un genepy affinato in botte. Il fatto di prendersi fino a un anno di tempo per infusione, contro i 3 mesi standard, fa sì che il prodotto finale sia unico, vario nelle sue sfaccettature morbide e amarognole. La Vertosan produce poi un liquore al pino mugo, un amaro al cardo selvatico, grappe di passito e di moscato. La produzione più recente è un gin alpino,novità per il mercato di riferimento, che a differenza del London Dry viene ottenuto dalla distillazione singola di tutti i botanici, tra i quali, immancabile, spicca il génépy. ©Dispensa