R_T_Pianta-Grossa-(2)

“Siamo una delle aziende vitivinicole più giovani della Valle, ma abbiamo radici solide e antiche”
Luciano Zoppo Ronzero

Per 396 anni un ippocastano era cresciuto in una corte, diventando sempre più imponente, tanto da fare chiamare comunemente la cascina tutt’attorno Pianta Grossa. Nel 2009, per una malattia,i proprietari sono stati costretti ad abbattere quel colosso di 25 metri. Perché la forza dell’albero continuasse a permeare quel luogo, Luciano, nel 2014, ha deciso di chiamare Pianta Grossa anche la sua neonata azienda vitivinicola, che ha sede proprio nella vecchia cascina. Abbandonato un lavoro nelle telecomunicazioni Luciano si è dedicato alla vigna, cominciando con gli appezzamenti appartenenti alla famiglia della moglie, per poi espandersi fino ai 2 ettari odierni. Nei terrazzamenti pergolati cresce il Nebbiolo, che contribuisce per il 90% ai vini dell’azienda, in assemblaggio con Barbera, Bonarda e Vien de Nus. I vini prodotti sono di tre tipi: il 396 fa solo acciaio in cantina, e se ne producono 4500 bottiglie; il Dessus, un cru delle vigne più alte, fa 12 mesi di botte di rovere francese, per un totale di 820 bottiglie; il Donnas Doc, che uscirà per la prima volta nel 2017, affina per 24 mesi in botti di rovere austriaca. Nei vini di Pianta Grossa si riflettono la statura e la forza di quel vecchio ippocastano. ©Dispensa