R_T_Panificio-Frassy-(2)

“Lavoriamo con l’arte nelle mani e i metodi di una volta”
Ettore Frassy

La sua prima volta è stata a 14 anni. Da allora non ha più smesso di fare il pane. Un lavoro faticoso, che ti costringe a vivere al contrario e scambiare il giorno con la notte, ma – si sa – la passione tinge dei propri colori tutto ciò che tocca. E quella di Ettore ha il colore del bianco della farina e il profumo del pane appena sfornato. Prima a La Salle, poi a Courmayeur, a Torino ed ora ad Arvier. Ettore Frassy è un panettiere, come quelli di una volta, che quando gli chiedi del suo lavoro e del suo prodotto ti liquida con tre parole: mani che sanno fare il loro mestiere, pochi ingredienti, metodi antichi. E tanta passione (“Non sono mai stato innamorato di una donna, ma del mio lavoro sì” – dice Ettore). Per avere un buon pane servono una buona farina, una buona acqua di montagna e lievito naturale. Il profumo che si respira nel forno non mente e le ceste sono piene di spaccatelle, biove, bocconcini, filoni, ciabattone, triangolini. “non ne faccio tanti tipi – precisa Ettore – io sono uno all’antica”. Quell’antica passione è talmente forte che Ettore è riuscito a tramandarla a suo figlio e ai suoi due nipoti che ora lavorano accanto a lui. ©Dispensa