Brunet-Vini-(2)

“Non sono bravo a descrivere il mio vino ma, quando vengono i clienti, stanno lì e mi ascoltano, li coinvolgo nella mia avventura”
Piero Brunet

Quando racconta la storia della sua azienda, Pietro Brunet esordisce così: “La mia piccola follia è iniziata nel 1985”. Di professione idraulico, non aveva mai lavorato in una vigna, ma un giorno decise di porre attenzione a quei vigneti di famiglia ormai abbandonati da molti anni e acquista una parte dei vigneti del “Curé Bougeat”, il promotore dell’impulso alla coltivazione del Blanc de Morgex negli anni ’60. La passione per il vino e per l’ambiente fecero il resto. Oggi Brunet è uno dei sei viticoltori che produce e commercializza il Blanc de Morgex et de La Salle. Le sue vigne a pergola di Prié Blanc sono disposte a 1100 metri sul livello del mare, riesce a produrre circa 4000 bottiglie ogni anno e quella del microproduttore è una dimensione nella quale si sente a proprio agio. Il Prié Blanc è un vitigno a germogliamento tardivo e maturazione precoce. Brunet non ama raccontare il suo vino, ma preferisce raccontare il lavoro che c’è dietro. L’uva si raccoglie a mano lavorando in ginocchio sotto le vigne. Poi c’è il lavoro in cantina: “i venti giorni di vinificazione sono fondamentali, stressanti, hai sempre paura di sbagliare – dice Piero – io ci metto il massimo del mio impegno”. È un lavoro di grande fatica e tenacia, ma la montagna sembra ripagare questo sforzo con un vino invece delicato, dal colore tenue e dal sapore sfaccettato dove si ritrovano anno per anno, profumi e sfumature diverse. ©Dispensa